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UN PERCORSO PARALLELO AL TEMPO SCANDITO DAL PILASTRO DJED



11a Parte - Sez. A


Abbiamo fatto una carrellata attraverso epoche diverse che, partendo da tempi veramente lontani, intorno al 200.000 a. C. arrivano fino alla nascita del Nazareno la cui datazione viene usata nel nostro tempo, per fissare l'anno "Zero" della nostra epoca. -

Abbiamo seguito un percorso che, secondo noi, viene scandito dal Misterioso simbolo egizio che è la "Colonna Djed" chiamata anche "Colonna Vertebrale di Osiride", ritenendo altresì veritiero quanto i Sumeri ci hanno tramandato circa il Pianeta Nibiru ed i suoi abitanti discesi in tempi remoti sul nostro Pianeta Terra e dagli stessi Sumeri chiamati Anunnaki. -


In base alle riflessioni sviluppate circa queste entità, la Colonna Zed e l'evoluzione dei diversi popoli di questa terra, cerchiamo di affrontare le problematiche di un altro popolo che, ad un certo momento del "Processo Evolutivo", diciamo contaminato da "Presenze Estranee" al nostro sistema, modificarono l'andamento progressivo dell'Essere umano come era stato concepito dalla volontà del Creatore, unico e vero Dio. -


Per realizzare quanto ci siamo prefissi, ci avvarremo delle Sacre Scritture Bibliche Ebraiche" e delle notizie storiche presenti nei documenti dei popoli Babilonesi, Egizi e Romani. -

A seguito delle notizie e le elaborazioni intuitive esposte nei precedenti capitoli, tenteremo una rilettura dei libri ebraici specie in quelle parti che sono da sempre apparse cariche di "Mistero" ed all'origine di possibili perplessità. -

Per far questo, siamo indotti a partire dal "Libro della Genesi" che inizia con la "Creazione". -

Se facciamo attenzione alla sequenza noteremo un evento molto importante. -
I primi versetti e tutto il I° Capitolo della "Genesi" descrivono la "Creazione" in tutte le sue parti fino all'uomo creato dal Signore a Sua immagine e somiglianza ed è specificato che fu creato "Maschio e "Femmina", quindi alla stessa stregua del "Genere Animale". -

Il "Settimo Giorno" il Signore Creatore si riposò e santificò il settimo giorno ossia, il Sabato (Sabat). -


Il Capitolo 2° è inteso come una precisazione della "Creazione del Genere Umano", ma per noi esso ha un contenuto ben più importante e concernente la creazione non del Genere Umano, ma il Capostipite di un Nuovo Popolo, simile a quello già esistente sul nostro pianeta, ma con contenuti intellettuali diversi e superiori. -

Emerge un "Essere Diverso" dall' uomo di origine evolutiva e la diversità è notabile nella "Femmina" ovvero, per l'essere umano di origine evolutiva progressiva è "Femmina", per l'uomo "Adamo" essa è il suo clone ovvero "Virago" che significa "tratta dll'uomo" che la chiamò con l'appellativo di "Donna". -

Questo avveniva nell'Eden che il Signore aveva predisposto in parallelo al Pianeta Terra già dall'inizio della creazione dell'Universo.

La sequenza degli eventi è nota a tutti ed è anche nota la presenza del "serpente antico". - Questo passo biblico, visto in un'ottica in cui il riferimento all'Adamo non viene visto come "primo peccatore", ma come conseguenza necessaria per il suo inserimento tra gli altri esseri umani di questa Terra, pone lo stesso Adamo nelle condizioni per poter in seguito realizzare l'elemento di salvezza degli altri uomini contrastando l'operato degli Anunnaki ovvero, di quelle entità non terrestri che, con il loro operato modificarono la "Creazione" progressiva del Genere Umano sulla Terra. -

Non la disobbedienza di Eva fu l'origine del peccato su questa Terra, ma la trasgressione Anunnaka e la successiva vocazione dell'uomo di origine evolutiva. -

La disobbedienza di Eva, in effetti risulterebbe un'azione necessaria affinché si potesse verificare l'inserimento del Nuovo Uomo nel "Sistema Terra" rendendolo simile, ma non uguale in un abitat umano ormai inquinato. -
L'Adamo inserito in questo sistema è anche testimone della presenza del Vero Dio in quanto ha trascorso parte della sua esistenza, senza il trascorrere del tempo, come quello terrestre, nel "Giardino delle Delizie" con il Signore ed è forte quindi di una cosciente conoscenza che porta i suoi discendenti ad una certezza interiore che non li distoglierà mai da questa realtà, anzi la testimonierà, a differenza degli altri uomini che, venendo a contatto con altre realtà false e bugiarde che si proclamarono divinità, le accettarono per tali. -

La tradizione biblica inserisce il concetto di "serpente antico" causa della "corruzione del Mondo" e, senza la necessità di "salti pindarici" siamo in grado, in base a documenti sumeri, egizi e quelli dell'America Latina, vedere come quelle antiche civiltà rappresentarono le divinità che, in realtà non erano altro che quelle entità che i Sumeri definirono come Anunnaki. -

Siamo al Primo Livello del Pilastro Djed. -

Della doppia definizione dell'Essere Umano ne abbiamo sempre conferma dalla Bibbia quando si parla di "Caino" e della sua discendenza: Egli si unisce con una "femmina" del genere umano primordiale che assurse al livello di Moglie. -
Il primogenito che nacque da questa unione fu Henoc. - Lo stesso Caino costruì una "Città" a cui pose nome Henoc come suo figlio. -

La linea ereditaria di Caino e quindi la sua stirpe, risulta:

Henoc da cui nasce
Mavial che genera
Matusael e da questi
Lamec che prese due mogli di nome rispettivamente Ada e Sella. -
Da Ada nasce Jabel, padre di quelli che abitano sotto le tende e dei pastori. - Il secondogenito, fratello di Jabel ebbe come nome Jubel e fu padre dei musici di cetra e di organo. -

La linea dei discendenti della seconda moglie di Lamec, Sella fu Tubalcain "Lavoratore di martello", artefice di ogni opera in Bronzo e Ferro. - Tubalcain ebbe una sorella a cui fu posto il nome di Noema. -

La linea ereditaria di Caino termina con Lamec ed i suoi figli e con precise indicazioni circa le Ere a cui fare riferimento e, in particolare si ha che da Ada sulla linea Jabal discendono gli abitanti della pianura dediti alla Pastorizia e tramite Jubal discendono coloro che praticarono la "Musica" quindi, in quell'epoca erano noti gli strumenti atti a generare "Musica". -

Dalla seconda moglie di Lamec si origina la linea tecnologica tramite Tubalcain che conosce il Bronzo ed il Ferro. - Questa indicazione colloca costui nell'Era del Ferro. -

Abbiamo visto la discendenza di Caino che non indica altro che dei riferimenti ad "Ere" geologiche secondo le nostre definizioni scientifiche. -

Differente è la descrizione della posterità di Adamo secondo il terzogenito Set: - Qui sono indicati gli anni vissuti dai singoli discendenti primogeniti fino al Patriarca Noè. -
Con Noè termina l'Era pre diluviana e siamo in un'epoca quando abbiamo supposto si sia verificato un nuovo arrivo di Anunnaki intorno all'anno 11.000 - 10.800 a. C.. -

Il passo biblico successivo, spiegando le ragioni del Cataclisma chiamato Diluvio illustra diversi argomenti che sono:

1°) - La mescolanza e l'avvenuta contaminazione del "Genere Umano" e l'ibridazione degli esseri provenienti dal "Genere Animale". - Siamo nel Periodo Temporale che abbiamo indicato come "Gambo Zed" intorno al 20.000/16.000 a. C. -

2°) - La limitazione della vita degli "Esseri, diciamo Diversi" in 120 anni della loro durata ed il riferimento non può essere certamente quello di discendenza Adamica perché proprio Noè vive per un periodo superiore. -

3°) - Prevede una stirpe differente da quella di Noè, ma dei discendenti ibridi. -

4°) - Conferma l'esistenza di entità differenti dall'uomo che vengono definiti come "Figli di Dio" che potrebbero anche essere come quelle entità che da "Figli della Luce" passarono a "Figli delle Tenebre" a seguito di trasgressioni a cui si erano abbandonati dopo essere stati soggetti al serpente antico. -


Proprio su questo argomento desideriamo menzionare da un testo ebraico il seguente concetto:
Mentre la Genesi passa rapidamente dalla prospettiva universale a quella specifica della stirpe di Abramo, nella regola ci si mantiene nell'orizzonte più ampio e la distinzione che vi si propone è di tipo spirituale, universale, la separazione tra i figli della luce ei i figli delle tenebre. -

Con Noè comincia l'epoca "Post Diluvio" ed il moltiplicarsi delle genti con uno sviluppo demografico parallelo di coloro di origine Ibrida e discendenti di Adamo/Noè. -

Si arriva alla descrizione dell'evento "Torre di Babele" in cui si fa cenno alla generazione delle diverse lingue parlate. -

Nel capitolo precedente, quando si parla di Noè e dei suoi tre figli nonché delle loro discendenze, per ciascuna di loro i paragrafi riferiti alle tre stirpi, terminano con le seguenti parole:

Questi sono i figli di ........ nelle loro parentele, lingue, generazioni, terre e genti. -

Se ne deduce che con la "Torre di Babele" si vuole individuare altra gente e non i discendenti di Noè per i quali è già individuata una propria "Parlata" o Lingua per ciascuna stirpe. -

E' possibile però, dato che viene precisato che gli uomini di cui si fa cenno erano i discendenti di Adamo, è probabile che l'evento che va sotto il nome di "Torre di Babele" sia un qualcosa avvenuta in un tempo antecedente al "Diluvio" e non nel periodo post diluvio dove esso è in progressione collocato. -

Il dubbio nasce anche dal fatto che leggendo la posterità di Sem fino ad Abramo, come anche per gli altri due figli di Noè, non vi è alcun accenno a questa torre o necessità di mescolanza linguistica.-

Il tempo che intercorre tra Sem ed Abramo, secondo le indicazioni bibliche è di 392 anni per cui ci si dovrebbe trovare intorno all'anno 10800/7200 a. C. in corrispondenza del 2° Livello del Pilastro Zed.

La storia di Abramo prosegue in Genesi 12 dove si legge che il "Patriarca" per ordine di Dio, lascia prima la città di Ur dei Caldei e poi Haran. - A seguito di carestia, va in Egitto ed ivi viene ospitato ed onorato perché sua moglie, fatta passare per sua sorella, è ben accetta dal Faraone data la bellezza di questa donna e la sensibilità del sovrano alle fattezze muliebri. -

Il Signore Creatore vedendo che Sarai, moglie di Abramo era divenuta donna del Faraone, flagellò l'Egitto. -

Non fu difficile al Faraone collegare la presenza di Sarai e di Abramo alle catastrofi che piovvero su quel paese ed allontanò dalle sue terre Abramo, Sarai e tutti i componenti la tribù. -

Il Faraone dispose anche che tutti i doni che erano stati dati ad Abramo rimanessero con lui e nulla gli venisse tolto. -
Egli rimproverò Abramo per la menzogna con cui aveva nascosto l'identità della moglie Sarai che poi era stata la causa dei flagelli a cui era stato sottoposto il popolo egizio senza però che egli, il Faraone ne avesse colpa. -

Come è visibile da questo passo biblico, il Faraone fu in grado di riconoscere la presenza di Dio per quanto stava accadendo in Egitto e come Abramo fosse un uomo protetto dal vero Dio. -

Quel Faraone era sicuramente un essere "Venuto dal cielo" ovvero un Anunnako del 1° periodo o "Figli delle Tenebre", quando questi governarono in prima persona. -
Siamo nel periodo temporale dei "Re Dei" e questo passo evidenzia l'effettiva esistenza di queste entità e la loro capacità di comprendere la volontà del vero Dio unico. -

Il successivo passo della Genesi, il numero 16, chiarisce un altro punto che è quello del termine "moglie". - E' scritto: ...... Avendo egli (Abramo) acconsentito alla sua domanda, Sarai prese Agar la schiava egizia, dieci anni dopo che s'erano fermati nella terra di Canaan e la dette in moglie al suo marito (questo passo sarà controllato dal testo ebraico), il quale fu con essa e questa, vedendo d'aver concepito, coninciò a disprezzare la padrona. -

Il resto è storia, ma nel fatto storico vi è l'apparizione ad Agar, la schiava egizia di Sarai, di un Angelo presso la fonte d'acqua .... -

Ed Agar chiamò il Signore che le aveva parlato, col nome: <<Tu Dio che ni hai veduto>>. - Disse ella infatti: <<Per certo io ho intraveduto colui che vede me>>. - Perciò chiamò quel pozzo: <<il pozzo del vivente che m'ha veduto>>. -

Queste parole sembrerebbero solamente un racconto di un avvenimento, ma racchiudono in se un contenuto molto profondo: Il primo il contenuto della parola "moglie" che non è solo quello che oggi intendiamo noi, ma un significato di "Unione Finalizzata". -

La seconda concerne il riconoscimento del vero Dio Creatore da parte di una egiziana che vede la realtà divina a differenza delle divinità false del suo paese di origine. - Ella fa parte di quel genere umano evoluto e controllato da coloro che divinità non erano enon sono ed anche loro dei mortali come il genere umano con una sola differenza che deriva dalla diversa durata della rotazione del loro pianeta riferita a quella del nostro pianeta. -

Il tutto si concretizza in un riconoscimento indiretto della verità in cui crede Israele da parte di un popolo non libero ma sotto controllo Anunnako come lo era quello Egizio. -


Genesi 19 tratta la distruzione di due città che furono Sodoma e Gomorra. - Quello che si conosce e che gli abitanti si prestarono a grande iniquità da meritare la maledizione divina. -
Nel racconto si evidenzia come gli abitanti di Sodoma avessero riconosciuto i due messaggeri del Signore venuti ad avvisare Lot e poi, procedere alla distruzione del luogo. -

Gli abitanti non potevano essere uomini normali, ma forse le azioni degli Anunnaki erano arrivate a tal punto da aver corrotto tutti i componenti umani di queste due città. - La loro distruzione ha qualcosa di simile con le ragioni che portarono alla cancellazione di Atlantide (?) E con l'altro evento chiamato "Diluvio". -

Anche se ad oggi non vi è una conferma da tracce o reperti archeologici dei resti delle città da cui risalire alle cause naturali che determinarono questa cancellazione, possiamo ipotizzare che essa sia legata e/o contemporanea all'esplosione vulcanica dell'isola di Santorino (Tara), alla presenza di gas Metano presente nel sottosuolo e liberatosi a seguito di evento tellurico ed al Bitume di cui la zona doveva essere contenuto in grande quantità: - Parliamo della zona del Mar Morto. -

L'epoca in cui è probabile e possibile che sia avvenuta questa catastrofe localizzata, dovrebbe corrispondere al 3° Livello della Colonna Zed. -

E' molto difficile collocare la storia di Israele secondo datazioni certe ed è solo possibile inserire alcuni eventi nel giusto periodo quando esiste coincidenza tra una documentazione storica di un altro popolo e quello di Israele stesso. -


Siamo al IV Livello Zed:

Sempre in questo intervallo di tempo è la presenza di Israele in Egitto con inizio del periodo con Giuseppe, figlio di Giacobbe discendente di Abrahamo. - Questo libro è il secondo del Pentateuco ed è chiamato in ebraico "We'el-leh shèmoth" che significa "E questi i nomi". - Nella traduzione contemporanea è indicato con il nome di Esodo. -Riportiamo qui di seguito la prima parte di questo libro secondo la traduzione oggi esistente. -

E S O D O


1a PARTE


Molte ricerche sono state fatte per circoscrivere il Periodo Storico in cui si verificarono questi avvenimenti, ma esistono a tuttora diversi dubbi e perplessità circa la datazione esatta pur essendoci due principali tendenze che vogliono che gli eventi siano coincidenti o durante la XV - II dinastia, sotto il Faraone Amenofi II (1447 al 1420 circa a. C.) e sotto il Faraone Amenofi III (1412 al 1375?); - l'altra tendenza invece farebbe risalire l'epoca ai tempi del Faraone Mernephat della XIX dinastia (1225 al 1215? a. C.). - Tra i reperti archeologici ritrovati vi è una "Stele" datata 1223 a. C. riguardante appunto il Faraone Mernephat in cui si annota una spedizione in Palestina e si celebra la vittoria del Faraone sul popolo di Israele (Questo è il primo documento che parla del Popolo di Israele). -
Per questa ragione riteniamo più logico collocare l'evento "Esodo" tra il 1412 ed il 1375 a. C. in cui governarono il Faraone Amenofi II ed il Faraone Amenofi III. -

La storia, come riportata dalle "Sacre Scritture" è la seguente:

1- Questi sono i nomi dei figli d'Israele entrati in Egitto con Giacobbe e arrivati ognuno con la sua famiglia: Ruben, Simeone, Levi e Giuda, Issacar, Zàbulon e Beniamino, Dan e Nèftali, Gad e Aser.
5 - Tutte le persone nate da Giacobbe erano settanta, Giuseppe si trovava già in Egitto.


6 - Giuseppe poi morì e così tutti i suoi fratelli e tutta quella generazione.
7 - I figli d'Israele prolificarono e crebbero, divennero numerosi e molto potenti e il paese ne fu ripieno.


8 - Allora sorse sull'Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe. E disse al suo popolo: "Ecco che il popolo dei figli d'Israele è più numeroso e più forte di noi.
10 - Prendiamo provvedimenti nei suoi riguardi per impedire che aumenti, altrimenti, in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi partirà dal paese".
11 - Allora vennero imposti loro dei sovrintendenti ai lavori forzati per opprimerli con i loro gravami, e così costruirono per il faraone le città-deposito, cioè Pitom e Ramses.
12 - Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva oltre misura; si cominciò a sentire come un incubo la presenza dei figli d'Israele. 13 - Per questo gli Egiziani fecero lavorare i figli d'Israele trattandoli duramente.
14 - Resero loro amara la vita costringendoli a fabbricare mattoni di argilla e con ogni sorta di lavoro nei campi: e a tutti questi lavori li obbligarono con durezza.


15 - Poi il re d'Egitto disse alle levatrici degli Ebrei, delle quali una si chiamava Sifra e l'altra Pua:
16 - "Quando assistete al parto delle donne ebree, osservate quando il neonato è ancora tra le due sponde del sedile per il parto: se è un maschio, lo farete morire; se è una femmina, potrà vivere".
17 - Ma le levatrici temettero Dio: non fecero come aveva loro ordinato il re d'Egitto e lasciarono vivere i bambini.
18 - Il re d'Egitto chiamò le levatrici e disse loro: "Perché avete fatto questo e avete lasciato vivere i bambini?".
19 - Le levatrici risposero al faraone: "Le donne ebree non sono come le egiziane: sono piene di vitalità: prima che arrivi presso di loro la levatrice, hanno già partorito!".
20 - Dio beneficò le levatrici. Il popolo aumentò e divenne molto forte.
21 - E poiché le levatrici avevano temuto Dio, egli diede loro una numerosa famiglia.
22 - Allora il faraone diede quest'ordine a tutto il suo popolo: "Ogni figlio maschio che nascerà agli Ebrei, lo getterete nel Nilo, ma lascerete vivere ogni figlia".


2° Capitolo

1 - Un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una figlia di Levi.
2 - La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi.
3 - Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi mise dentro il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo.
4 - La sorella del bambino si pose ad osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto.
5 - Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Essa vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo.
6 - L'aprì e vide il bambino: ecco, era un fanciullino che piangeva. Ne ebbe compassione e disse: "È un bambino degli Ebrei".
7 - La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: "Devo andarti a chiamare una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?".
8 - "Va'", le disse la figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino.
9 - La figlia del faraone le disse: "Porta con te questo bambino e allattalo per me; io ti darò un salario". La donna prese il bambino e lo allattò.
10 - Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Egli divenne un figlio per lei ed ella lo chiamò Mosè, dicendo: "Io l'ho salvato dalle acque!".


11 - In quei giorni, Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i lavori pesanti da cui erano oppressi. Vide un Egiziano che colpiva un Ebreo, uno dei suoi fratelli.
12 - Voltatosi attorno e visto che non c'era nessuno, colpì a morte l'Egiziano e lo seppellì nella sabbia.
13 - Il giorno dopo, uscì di nuovo e, vedendo due Ebrei che stavano rissando, disse a quello che aveva torto: "Perché percuoti il tuo fratello?".
14 - Quegli rispose: "Chi ti ha costituito capo e giudice su di noi? Pensi forse di uccidermi, come hai ucciso l'Egiziano?". Allora Mosè ebbe paura e pensò: "Certamente la cosa si è risaputa".
15 - Poi il faraone sentì parlare di questo fatto e cercò di mettere a morte Mosè. Allora Mosè si allontanò dal faraone e si stabilì nel paese di Madian e sedette presso un pozzo.


16 - Ora il sacerdote di Madian aveva sette figlie. Esse vennero ad attingere acqua per riempire gli abbeveratoi e far bere il gregge del padre.
17 - Ma arrivarono alcuni pastori e le scacciarono. Allora Mosè si levò a difenderle e fece bere il loro bestiame.
18 - Tornate dal loro padre Reuel, questi disse loro: "Perché oggi avete fatto ritorno così in fretta?".
19 - Risposero: "Un Egiziano ci ha liberate dalle mani dei pastori; è stato lui che ha attinto per noi e ha dato da bere al gregge".
20 - Quegli disse alle figlie: "Dov'è? Perché avete lasciato là quell'uomo? Chiamatelo a mangiare il nostro cibo!".
21 - Così Mosè accettò di abitare con quell'uomo, che gli diede in moglie la propria figlia Zippora.
22 - Ella gli partorì un figlio ed egli lo chiamò Gherson, perché diceva: "Sono un emigrato in terra straniera!".


23 - Nel lungo corso di quegli anni, il re d'Egitto morì. Gli Israeliti gemettero per la loro schiavitù, alzarono grida di lamento e il loro grido dalla schiavitù salì a Dio.
24 - Allora Dio ascoltò il loro lamento, si ricordò della sua alleanza con Abramo e Giacobbe.
25 - Dio guardò la condizione degli Israeliti e se ne prese pensiero.

Per le rimanenti e seguenti parti del libro, cliccare qui.

Alcuni dati certi esistono e riguardano i Profeti la cui presenza storica comincia con Isaia intorno all'anno 737 a. C. e termina verso il 689 a. C. - Il suo ministero profetico lo esercitò nel Regno Meridionale ossia di Giuda. -

I suoi scritti riguardano oracoli sia contro Giuda e Gerusalemme, sia contro le altre nazioni pagane. - La narrazione tratta dell'invasione del Re assiro Sennacherib ed è contemporanea a quella del 4° Re di Israele. -


Segue in ragione di importanza e di datazione il "Profeta Geremia" che fu chiamato al Ministero Profetico già in gioventù intorno all'anno 626 a. C. fino al 586 a. C. - Come Isaia, egli tratta argomenti profetici contro Giuda, Gerusalemme e contro i popoli pagani. - Ai testi di Geremia sono da aggiungere gli scritti di Baruk che fu discepolo del Profeta e suo amanuense. - Importante sono gli scritti riguardanti la "Lettera di Geremia" la cui finalità è quella di mostrare la falsità del culto prestato agli idoli e preservare da esso i futuri, da li a poco, esuli israeliti di Babilonia. - In particolare egli riprende la lettera di Geremia indirizzata a coloro che in un prossimo futuro andranno schiavi a Babilonia per metterli sull'avviso secondo quanto gli era stato ordinato da Dio. - In questa lettera emerge nella descrizione la falsità delle divinità babilonesi definite in questi versi: "Come un attrezzo comune guasto che a nulla serve, tali sono gli dei di costoro (dei Babilonesi)". -


Segue al Profeta Geremia/Baruk il Profeta Ezechiele che fu deportato in esilio a Babilonia intorno all'anno 597 a. C. insieme a molti connazionali; in esilio, nell'anno 593 a. C. inizia il ministero profetico che continuò fino al 572 a. C. - I suoi scritti contengono oracoli circa l'imminente punizione di Gerusalemme, sia contro i popoli pagani. -

La caratteristica dell'attività profetica di Ezechiele è la grande quantità di "visioni", simboli, azioni simboliche che appaiano anche "molto strane". - Nei primi capitoli sembra, a seguito di visione, che ci sia un riferimento esplicito e di monito per coloro definiti "Figli di Dio" alla stessa stregua di quanto indicato in Genesi (Figli della notte). - Questo sembra chiaro in quanto Ezechiele era un Israelita, ma viene chiamato con l'espressione di "Figlio dell'uomo" in contrasto con il primo appellativo. -
La seconda parte del libro è particolarmente importante per la storia sia delle idee Messianiche, sia per l'organizzazione del futuro Giudaismo dopo l'esilio babilonese. -

Segue il Profeta Daniele di cui è opportuno illustrare un tracciato storico: - Egli fu deportato in Babilonia intorno all'anno 605 a. C. ed inserito come paggio alla corte reale dove raggiunse alti onori. - Distrutto l'Impero Babilonese da parte dei Persiani di Ciro il Grande nell'anno 539 a. C., Daniele conservò l'autorità con i nuovi dominatori: Egli era ancora in vita nel 536 a. C., anno terzo di Ciro.

Del Profeta Daniele si dispone di un suo libro che, nella prima parte narra le sue vicende alla corte di Babilonia fin dopo l'avvento persiano: - Nella seconda parte avvalendosi di visioni simboliche, adombra i futuri regni che si succederanno sulla Terra fino ai tempi di Antioco IV Epifane e dei contemporanei Lagidi. - In questo scritto è anche inclusa la profezia delle "Settanta Settimane" relative al futuro Messia. - Il libro comprende anche la narrazione della storia di Susanna e quella di Bel ed il Dragone. -
In questo libro viene usata l'espressione di "Figlio dell'uomo per il futuro Messia ovvero Gesù di Nazaret che avvalora il significato della nascita di Cristo dall'uomo per l'uomo secondo la volontà di Dio per il riscatto del genere umano.

Proprio nella Profezia concernente il "Messia" e per paola dell' Angelo viene chiarito che la morte del Messia non avverrà per volere di Israele, ma per quella di coloro che distruggeranno il Tempio di Gerusalemme ovvero per mano dei Romani. - Questo passo dovrebbe aprire gli occhi a coloro che oggi accusano Israele di essere "Deicida". -