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Aggiornato il 11.07.2004
Per una migliore lettura, consigliamo come
primo approccio il cap. "Prologo"
Protetto da Diritti d'Autore
Dalle traduzioni del Dott. Zacharia Sitchin
(Dottore Ebraico di origine Russa) dei testi
Sumeri e Babilonesi in caratteri cuneiformi,
abbiamo appreso notizie circa l'esistenza
di un pianeta supplementare, in aggiunta
a quelli che oggi conosciamo, che orbita
intorno al Sole e, quindi facente parte del
nostro sistema dove la stella Sole occupa
un
fuoco dell'ellisse che descrivono i pianeti
rotando intorno a questa stessa stella. -
Quanto illustrato non è altro che il contenuto
della prima legge di Keplero ed essa è legge
universale valida ed applicabile per i calcoli
matematici ed astrofisici relativi a tutti
gli elementi dell'Universo e, pertanto vale
anche per il pianeta Nibiru se esso è effettivamente
un componente del Sistema Solare. -

In effetti, è di qualche tempo fa che è stata
ufficializzata la notizia della scoperta
di un dodicesimo componente del nostro sistema
planetario, ma gli elaborati scientifici
rimangono ancora in possesso della NASA (Ente
Ufficiale degli Stati Uniti) perciò ad oggi
possiamo solo basarci sulle informazioni
che provengono dai Sumeri e di conseguenza,
dalle traduzioni del dott. Sitghin e pertanto,
teniamo buona l'indicazione di 3600 anni
(secondo il nostro metodo temporale) il periodo
di rotazione del pianeta intorno al Sole
che per la terra è di solo 360 giorni secondo
il calendario lunare come è rilevabile da
quello etiope che prevede ancora oggi, 12
mesi di 29 giorni ed un tredicesimo di 12
giorni. –
Da questo unico elemento ovvero dal periodo
di rotazione del Pianeta Nibiru, si deduce
che la sua orbita è molto allungata e l'estremità
esterna ovvero, quella opposta al Perielio
raggiunge una elevata profondità nello Spazio
Cosmico. –
E' probabile, ma non dimostrato che questo pianeta possa avvicinarsi non poco a qualche pianeta esterno di una stella della Costellazione di Orione se non addirittura fungere da "Pianeta Navetta" tra il nostro sistema ed un altro simile.
Da un paragone tra la velocità di rotazione
della terra intorno al Sole nelle due posizioni
limiti (Perielio ed Afelio) possiamo comprendere
quelle del pianeta Nibiru ed anche, con buona
approssimazione, la sua massa.
Dalla medesima fonte Sumera apprendiamo anche
che da questo pianeta sarebbero trasbordati
sulla Terra esseri viventi a cui i Sumeri
diedero il nome di Anunnaki la cui traduzione
significa "Coloro che dal cielo scendono"
e proprio su queste presenze apparentemente
lontane nel tempo su cui desideriamo soffermarci
per comparare eventi ed in base ad essi,
tentare di arrivare a formulare una ipotesi
con cui lavorare e che potrebbe aprire la
strada ad una ricerca Archeologica e scientifica
veramente finalizzata a svelare molte constatazioni
che oggi sono racchiuse sotto un manto di
mistero. -
In base alle nostre limitate conoscenze e soggetti anche a castelli di carta costruiti per giustificare comportamenti religiosi validi solo per mantenere un potere temporale, occultamenti di reperti che non rientrano nella normale dimensione scientifica che potrebbero creare profondi dubbi nell'ambiente scientifico e non solo, siamo portati a misurare tutto secondo il nostro metro ignorando che i sistemi di misura possono anche essere diversi, ma che potrebbero anche essere compresi ed interpretati solo se comparati a quelli nostri.
Così è anche per il Tempo, la nostra suddivisione
è la seguente: -
Alla base del sistema abbiamo l'Ora che è
riferita alla rotazione della Terra intorno
al Sole considerando questa rotazione completata
in 360° come angolo giro. -
Questa suddivisione, del tipo sessantesimale,
è la medesima usata dai Sumeri (per gli Accadi
è la stessa) dove la suddivisione del giorno
è in 24 ore, e l'ora è suddivisa in 60 minuti
primi.
Il sistema è dodicesimale proprio come quello
dei moderni calcolatori con sistema digitale,
fatto strano come coincidenza, ma non tanto
inusuale se si tiene conto che un’orbita
del Pianeta Nibiru si completa in 3600 anni,
sempre un multiplo di 60 e quindi di dodici.
-
Molti attribuiscono questo fatto al numero
disponibile dalle dita delle mani, in altre
parole 10 per noi uomini moderni come anche,
se riferito ai Maya, il sistema matematico
in uso era ventesimale; - sembra proprio
strano che quei popoli antichi potessero
usare un sistema alla cui base era la dozzina
e suoi multipli anche se esistono dei graffiti
che indicano personaggi a sei dita. -
Vi sarebbe anche qualche considerazione da
fare e che non è stata ancora avanzata contestante
l'elencazione biblica circa i periodi di
vita degli uomini antecedenti al Diluvio
in cui gli anni vissuti da Adamo e successivi
rasentano i mille.
Basta fare una semplice considerazione riguardante
il nostro sistema circa il computo degli
anni per vedere che quando affermiamo che
un uomo ha l'età di cinquanta anni, non facciamo
altro che riferirci e contare quante orbite
complete la terra ha compiuto rotando intorno
al Sole e che quell'essere ha vissuto.
Per questa ragione e, se ammettiamo veritiera
l'ipotesi della presenza del dodicesimo componente
del sistema solare, troveremo molte spiegazioni
ai tanti misteri che ci circondano.
E ritorniamo agli Anunnaki: questi sono definiti
dai Sumeri, abitanti del pianeta Nibiru ovvero
il dodicesimo componente del nostro sistema
stellare il cui periodo di rotazione intorno
al Sole è di 3600 anni indicato come uno
Shar il cui significato è anno. –

Orbene, se uno Shar equivale ad un anno e
se paragoniamo la nostra vita a quella degli
Anunnaki, questi, per i popoli della Terra
figurano come Immortali e, pertanto divinizzati
dagli uomini di quel lontano tempo dove si
aveva, come oggi, la certezza che il Vivere
di un mortale significa, con matematica certezza,
morire.
Non sappiamo quale possa essere stata la
durata della vita degli Anunnaki, ma se interpretiamo
le Sacre Scritture (la Torah) secondo questi
concetti, molte cose possono cambiare circa
la valutazione degli avvenimenti pre Diluvio
come anche le manifestazioni megalitiche
che troviamo disseminate sul nostro pianeta
e tutte riferite agli equinozi e solstizi,
come anche la successione di eventi che definiamo
occasionali come miracoli (esclusi dalle
Sacre Scritture) che però si verificano,
strani personaggi, strani conflitti e tanti
altri fenomeni che risultano fuori della
logica corrente.
Dalle Sacre Scritture apprendiamo anche che,
a seguito dell'unione degli esseri diversi
con le femmine della Terra che diede origine
ai Giganti (nuova razza di dimensioni superiori
a quelle degli uomini dell'epoca), il Signore
Creatore limitò la durata della vita a 120
anni.
Risulterebbe ben chiaro che questa limitazione
è indicizzata a coloro che visitarono questa
terra e non agli uomini terrestri che già
erano di per se stessi limitati.
I versetti in questione, per questa ragione
trovano una loro giustifica solo se si riferiscono
proprio a queste presenze estranee alla Terra
e, pertanto, i 120 anni, per noi significherebbero
3600x120 nostri anni lunari, tempo di vita
massimo per gli Anunnaki post diluvio, ma
che per noi sono equivalenti ad una eternità.
-
Su questa base è possibile elaborare un principio
di lavoro che terrebbe conto di un evento
dubbio e molto discusso che riguarda la visita
dei Magi descritti dal Vangelo di S. Matteo
dove si parla di una stella che guidò costoro
fino alla stalla dove era nato il Re dei
Re.-
Sempre dalle Sacre Scritture (la Torah) si parla di “Figli di Dio” (la definizione Angeli è puramente arbitraria) che si unirono, ma una più corretta traduzione dall'Aramaico dovrebbe corrispondere a "Buona Compatibilità", con le figlie degli uomini dando origine a nuove generazioni (uomini che sarebbero stati potenti sulla terra) ed a Giganti. -/span>
Orbene se quanto ipotizzato in precedenza dovesse avvicinarsi ad una remota realtà, si giustificherebbero le costruzioni megalitiche senza alcuna iscrizione o incisioni rupestri perché questi esseri come anche i padri Anunnaki non avrebbero avuto bisogno di comunicare nel modo a noi noto in quanto il loro periodo vitale, riferito al nostro, non sarebbe servito sicuramente per una comunicazione distante nel tempo, perché ciò che per noi è un secolo o più, per questi esseri sarebbe stato solamente una frazione di ora; quindi, esisteva una condizione di mancanza di necessità di trasmettere nel tempo. -

Da pubblicazione del Museo Americano Mt. Blanco Fossil Museum.
Dei Giganti vi sono prove tangibili anche
se i ritrovamenti europei (Europa settentrionale)
non risultano ufficializzati mentre per alcuni
ritrovamenti americani vi sono notizie in
merito.
A tal proposito vedere sul Web le pubblicazioni del Museo Americano Mt. Blanco Fossil Museum rif.to sito internet:
www.mtblanco.com.
Questi esseri, per la durata della vita ipotizzata
in precedenza e che riteniamo ancora come
base di lavoro, avrebbero avuto la possibilità
di conoscenze che per noi sono quasi impossibili
da immaginare, ma che, sicuramente avranno
impressionato i nostri antenati tanto da
riconoscere in loro divinità specie poi se
non potevano constatarne la morte in conseguenza
della forte differenza di tempo vivibile.
–
Come si è ipotizzato in precedenza, dall'unione di Anunnaki e femmine umane, oltre ai Giganti si sarebbero originati altri esseri (Ibridi) più simili agli uomini con una durata della vita che, di generazione in generazione, sarebbe rientrata nei limiti della vita terrena tanto da far accettare ai viventi umani il loro inserimento nelle comunità primordiali che, poi, in funzione dell'apporto genetico superiore, avrebbero organizzato comunità agricole utilizzando tecniche d'avanguardia per l'epoca e, successivamente comunità organizzate al cui vertice sociale, per le capacità e poteri non proporzionati ai tempi, si sarebbe insediato uno degli ibridi e discendente dei primi Anunnaki e da questi anche protetto e pilotato. -
La testimonianza dell'arrivo di questi esseri esiste e ci viene fornita dai Sumeri mentre non esiste alcuna documentazione di ritorno di costoro al Pianeta d'origine il che lascia pensare che questi rimasero e lo sono ancora oggi fra noi terrestri in forme diverse, non visibili secondo il nostro metro, ma sicuramente capaci di influenzare le nostre civiltà secondo i loro scopi. -
Dovunque oggi troviamo segni megalitici, sicuramente vi sarà stata la presenza di Anunnaki e loro ibridi.
Se accettiamo queste idee, possiamo non escludere che essi siano presenti anche ai giorni nostri, ma che noi non siamo in grado di riconoscerli a causa del divario di tempo che ci divide e che caratterizza due tipi di vita, ma possiamo solo osservare le ricadute di certi fatti o eventi che anche oggi si verificano e che non trovano eloquenti riscontri logici come per esempio, i Miracoli come si è usi chiamarli, ma su questo argomento riteniamo aprire una nuova discussione dopo altre considerazioni ed ampliamento dell'argomento.
Ritornando al pianeta Nibiru ed alla sua reale esistenza di cui non dovrebbero esserci dubbi o nell’attesa che la scienza ufficiale comunichi gli ultimi rilevamenti astrofisici, in base ai ritrovamenti archeologici di alcuni Faraoni e dipinti ritrovati in alcune tombe egizie, per non parlare dei popoli del Sud America ed Asiatici, si nota una spiccata conoscenza dell’Astronomia e di particolari specifici come quelli del sistema stellare della costellazione di Orione.
E' molto probabile che questo pianeta del sistema solare abbia anche una seconda funzione, ovvero quella di navetta stellare che consenta l'avvicinamento a qualche pianeta di una delle stelle della costellazione avente anche esso un'orbita allungata come quella del nostro Nibiru. -
Questo probabile evento spiegherebbe le conoscenze Egizie circa quella costellazione e la mancanza di qualsiasi presenza di residuo umano nei sarcofagi delle tre piramidi principali e sepolture di Faraoni del periodo pre dinastico pur essendosi verificati i loro regni le cui prove sono tangibili dopo i ritrovamenti archeologici attuali.
Per quanto concerne i siti megalitici come
Stonehenge dovrebbe essere facile capire
che l'insieme dei massi così posti doveva
servire ad individuare gli equinozi ed i
Solstizi.
Il perché potrebbe essere in quanto proprio
gli Equinozi ed i Solstizi rappresenterebbero
l'unico elemento di riferimento tra il sistema
Nibiru e quello terrestre e quindi l'elemento
di paragone e calcolo per quegli esseri ibridi
a conoscenza delle proprie origini, ma soggetti
sempre più alle leggi fisiche e temporali
del nostro pianeta.
In pratica, solo gli equinozi ed i Solstizi potevano stabilire un anello di congiunzione tra il tempo dei padri e le nuove condizioni di coloro che, sempre più diventavano Terrestri assoggettando la nuova forma vivente al metabolismo umano legato alla rotazione del nostro pianeta intorno al Sole.
Lo stesso dovrebbe essere per la Sfinge Egizia la cui datazione dovrebbe ricadere all'incirca verso l'anno 13000/12000 se non prima e che dovrebbe indicare la probabile collocazione nel cielo della costellazione propria di contatto del pianeta Nibiru con l'equivalente di altro sistema stellare.
Quanto stiamo proponendo è a livello di pura
ipotesi confortata solamente da alcune osservazioni
di documentazioni archeologiche che sembrano
inspiegabili e da comportamenti umani che
esulano dalla normale prassi di vita quotidiana,
ma disponendo di opportune apparecchiature
scientifiche e di un Laboratorio chimico
di ricerca organica, sufficientemente attrezzato
in grado di analizzare campioni di DNA, siamo
sicuri che dal paragone delle analisi strutturali
del DNA prelevato da reperti umani di epoca
risalente al 13000/12.000 a. C. o antecedente
con quello di alcuni popoli come gli Assiri,
i Babilonesi, gli Egizi di epoca Pre dinastica
e di popolazioni Nord europee e quello di
esseri umani dell'Era Moderna, si individuerebbero
diverse diversità strutturali che, tramite
la recente mappatura del Genoma Umano, ci
indicherebbero su quali funzioni genetiche
sarà stato possibile e se esso lo è ancora
oggi, un intervento estraneo che modifichi
l'uomo in un ibrido apparentemente simile,
ma diverso nei contenuti, dagli altri. -
Sulla base di queste congetture è ipotizzabile anche che proprio i Sumeri siano stati dei diretti discendenti dei primi ibridi perché proprio di loro si sa poco dell'origine mentre si è a conoscenza del modo di calcolo e della scrittura completa in tutte le sue parti di trasformazione fonica non riscontrabile in altre popolazioni dello stesso periodo.
In pratica, essi potrebbero essere un residuo sopravvissuto al cataclisma che va sotto il nome di Diluvio e, nello stesso tempo, essere stati testimoni di un successivo trasbordo di Anunnaki colonizzatori che usarono altre forme di sovrapposizione con il genere terrestre che esiste a tutt'oggi, ma che non siamo ancora in grado di identificare.
Forse alcuni passi biblici fanno riferimento a questi esseri chiamandoli "Figli di DIO" in modo generico e questo varrebbe anche per i testi riferiti al profeta Ezechiele.
Su questo argomento occorrerebbe una migliore lettura dei Testi del Mar Morto ed interpretare con maggiore accortezza, se già non fatto dagli Studiosi Israeliti e non divulgato quanto in essi contenuto .
Qualcosa emerge dal "Libro di Enok"e dal Documento di Damasco (Allegato n.1) , ma esso è praticamente sottratto alla lettura pubblica ad opera di caste religiose che ritengono pericoloso la divulgazione di taluni testi. –
E' molto probabile che al nuovo arrivo gli Anunnaki avessero trovato un nuovo genere umano, già formato ed in grado di ostacolarli nell'intento colonizzatore del nostro pianeta che prevedeva, forse, l'imposizione della loro volontà a tutto il genere umano .
Questo nuovo popolo potrebbe essere proprio Israele ovvero il "Vincitore".