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Il Documento di Damasco (CD II,14-III,1)
nel corso di una meditazione sulla storia
presenta il tema della caduta degli angeli,
dei loro figli (i giganti) e degli uomini:
«Ed ora, figli, ascoltatemi ed io scoprirò
i vostri occhi affinché possiate vedere e
comprendere le opere di Dio, scegliere quanto
gli è gradito e respingere ciò che odia,
camminare alla perfezione in tutte le sue
vie senza sgarrare secondo i desideri dell'istinto
colpevole (yeser 'ashmah) e degli occhi lussuriosi
(be'ene zenut) [cfr. Ezechiele 6,9]. Poiché
molti, a causa di essi si sono smarriti,
e hanno vacillato, a causa di essi, valenti
eroi, dai tempi antichi ad oggi; avendo camminato
nell'ostinazione del loro cuore, caddero
i vigilanti del cielo; furono presi, a causa
di essi, perché non avevano osservato gli
ordini di Dio, e (a causa di essi) caddero
i loro figli la cui altezza uguagliava quella
dei cedri e i cui corpi erano come le montagne;
ogni carne che era sulla terra esistiti,
essendosi comportati secondo la loro volontà
e non avendo osservato gli ordini del loro
fattore, fino a quando arse contro di essi
la sua ira. A causa di essi si sono smarriti
i figli di Noè e le loro famiglie, a causa
di essi furono recisi. Ma a causa di essi
si sono smarriti i figli di Giacobbe e furono
puniti secondo il loro errore».
Si sottolinea che per l'autore di questo
testo gli angeli caddero (uso del termine
nafal), peccarono, per non avere osservato
i comandamenti (gli ordini) di Dio, e per
lo stesso motivo caddero (di nuovo nafal)
i loro figli (cioè i giganti, i nefilim di
Gen. 6; pur non citandoli espressamente con
questo nome ce ne offre evidentemente un'etimologia).
Il termine nefilim cui qui c'è una chiara
allusione, viene invece citato esplicitamente
nell'Apocrifo della Genesi II,1 purtroppo
in un contesto lacunoso: «Ecco, pensai allora
in cuor mio, che la concezione viene dai
vigilanti e dal seme dei santi, e che questo
bambino assomiglierà forse ai giganti (nefilim)».
Lamec è preoccupato dal sospetto che Noè
sia nato da una relazione di sua moglie Bit-Enosh
con i vigilanti, angeli cui è dedicato un
libro del pentateuco enochico, frammenti
del quale sono stati scoperti a Qumran.
Dato il carettere lacunoso del testo non
è possibile decidere con sicurezza se nefilim
vada considerato come il nome dei giganti,
o semplicemente un participio passivo di
nafal e quindi da tradursi «i caduti», cioè
gli angeli caduti, in parallelismo con i
termini precedenti.
In linea con l'interpretazione si fa notare:
«non vi sia una tendenza ascetica antisessuale,
e la caduta dei vigilanti non sia presentata
in modo prevalentemente moralistico, bensì
come la trasgressione dell'ordine del creato».
Questo aspetto domina anche la presentazione
della caduta degli uomini del Documento di
Damasco:
«A causa di ciò perirono i loro figli, a
causa di ciò furono recisi i loro eroi, a
causa di ciò fu devastata la loro terra,
a causa di ciò, si resero colpevoli i primi
che entrarono nel patto, e furono consegnati
alla spada, poiché avevano abbandonato il
patto di Dio e scelto la loro volontà, si
erano lasciati trascinare dall'ostinazione
del loro cuore facendo ognuno la propria
volontà».
In alcuni testi paralleli la colpa dei vigilanti
consiste nell'aver rivelato agli uomini i
segreti cosmici.
Comunque la citazione in parallelismo dell'istinto
colpevole e degli occhi lussuriosi da una
colorazione specifica alla disobbedienza
della legge, anche se è la disobbedienza
in quanto tale che viene poi ripetutamente
sottolineata. E tale colorazione ci riconduce
alla tematica della lussuria e della sua
connessione con il femminile, che è possibile
osservare anche in altri passi.
A tale tematica ci riconducono anche il testo
già citato dell'Apocrifo della Genesi: «L'interpretazione
si riferisce ad Azazel e agli angeli che
... entrarono dalle figlie degli uomini e
generarono loro gli eroi (ghibborim)».
Il frammento 2 di Qumran (n.180) contiene
un riferimento allo stesso episodio, ma il
testo è ancora più lacunoso e non si possono
trarre conclusioni certe. la lin. 2 cita
la generazione dei giganti. e nella l. 4
si legge «coloro che amano l'ingiustizia e trasmettono
in eredità la colpevolezza».
Anche il frammento n.5 potrebbe interessare
il nostro tema, ma ne resta ad oggi veramente
troppo poco per costituire un documento studiabile
ed a comprova.
Si può infine ricordare il frammento n. 4
che ricorda la punizione dei giganti nel
diluvio, insieme al resto dell'umanità. -
Azazel che viene qui menzionato è l'angelo
che in Enoc VIII svela all'umanità le scienze
che la corromperanno e viene punito (leggi
seguito) - (sua è tutta la colpa della corruzione della
terra e degli uomini). Per l'unione degli
angeli con le femmine nasce la generazione
dei giganti - Enoc IX,8 s. e X,11 s. (loro
punizione).
A causa sempre dello stato lacunoso del frammento
non si può dire se si accentui lo svelamento
delle scienze segrete, o l'unione con le
femmine. Per entrambi questi aspetti vale
comunque l'analisi secondo la quale «il vero
disordine nasce nell'universo quando c'è
un'unione indebita tra il divino e l'umano».
-
Ma questo disordine è una contaminazione:
«gli angeli che hanno trasgredito l'ordine
di Dio, hanno anche infranto l'ordine della
natura, si sono contaminati e hanno contaminato
tutta la natura; l'hanno sciupata; per questo
o è sorto il male o almeno il male è dilagato».
Ma come si può notare nel Documento di Damasco
esiste una certa riservatezza circa una caduta
dell' essere umano. - La caduta degli angeli
sembra che interessi relativamente e sembra
stare sullo stesso piano di quella degli
uomini.
Certamente l'idea di una realtà contaminatà,
di una natura umana contaminata è stata assimilata
e si può ripetere che «la natura umana è contaminata; in questo
senso l'uomo è «peccatore fin dall'utero»;- la sua natura è struttura di peccato.
L'uomo (quale?) pertanto è più peccato che
peccatore», ma il problema del male non trova
una risposta soddisfacente in questa contaminazione.
-
Un pensiero ebraico suppone che "è solo
la dottrina dei due spiriti che sembra fornire
una soluzione accettabile agli uomini della
comunità. Bisogna fare risalire a Dio stesso
la decisione di dare a questo mondo l'aspetto
di un campo di battaglia tra le forze del
bene e quelle del male, da lui stesso create,
da lui stesso indirizzate a questo fine.
In questo scontro Dio stesso interviene direttamente:
«Ma il Dio di Israele e l'angelo della sua
verità soccorrono tutti i figli della luce»",
come nella battaglia escatologica «quando
la grande mano di Dio s'alzerà contro Belial
e contro tutto l'esercito della sua dominazione
con una disfatta eterna» (Regola della guerra
XVIII,1), ma anche per liberare ogni individuo
dalla sua contaminazione radicale è necessario
l'intervento purificatore di Dio e dello
Spirito Santo:
«Con la sua verità, Dio allora vaglierà tutte
le azioni dell'uomo e si monderà alcuni figli
dell'uomo eliminando ogni spirito di ingiustizia
dalle viscere della loro carne e purificandoli
nello spirito santo da tutte le opere empie,
aspergerà su di essi lo spirito di verità».