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L'argomento che ci accingiamo a trattare
è quello di Atlantide anche se, pensiamo
che di Atlantide ce ne sia stata più di una
e che essa o esse siano strettamente connesse
con coloro che "vennero dal cielo",
gli Anunnaki di cui unica traccia ci viene
dai Sumeri tramite una documentazione a noi
arrivata tramite le tavolette di argilla
incise con caratteri cuneiformi.
Sia degli Anunnaki che di Atlantide la scienza
ufficiale preferisce ignorare gli argomenti
anche delle Sacre Scritture sotto l'aspetto
di messaggio storico e di regolamentazione
del nostro sistema sociale ciò solo per una
ragione di presunzione ed egocentrismo di
quegli uomini di scienza che tendono ad ignorare
l'esistenza della volontà che ha voluto il
tutto e che racchiude in se tutta la verità.
Se si tenta di trovare qualche conforto scientifico
a quanto stiamo per proporre con questo argomento,
ebbene anticipiamo il lettore nell'affermare
che, ad oggi non esistono prove tangibili
e tanto meno scientifiche.
Di Atlantide oppure isole scomparse con tutta
la gente che dimorava su queste terre non
vi sono tracce storiche se non qualche lontano
abbinamento che potrebbe ricondurci ad un
qualcosa di molto probabile.
Molti ne parlarono nell'antico mondo greco
e tra questi, il filosofo Platone.-
Appunto Platone, autore di molti documenti
filosofici, con due testi che di filosofico
non hanno niente o poco a che fare, ci parla
di Atlantide in due opere titolate "Timeo"
e "Crizia", quest'ultima incomplera.
Nel Timeo egli racconta di un suo viaggio
in Egitto ed essersi recato presso la città
di Sais, la più importante del territorio
Saitico e dell'incontro, voluto con un Sacerdote.
Il viaggio di cui fa cenno Platone sarebbe
avvenuto intorno all'anno 569 a. C. -
Riportiamo qui di seguito qualche stralcio
del Timeo consentendo al lettore la constatazione
del testo e seguire poi, le conclusioni a
cui siamo arrivati ed i perchè.
1° stralcio: "Solone, Solone, voi Greci siete sempre
bambini, e non esiste un Greco vecchio".
E Solone, dopo aver ascoltato, chiese: "Come?
Che cos'è questa cosa che dici?" "Siete
tutti giovani", rispose il sacerdote,
"nelle anime: infatti in esse non avete
alcuna antica opinione che provenga da una
primitiva tradizione e neppure alcun insegnamento
che sia canuto per l'età.
Allora uno dei sacerdoti assai vecchio disse:
E questa è la ragione.
Molte sono e in molti modi sono avvenute
e avverranno le perdite degli uomini, le
più grandi per mezzo del fuoco e dell'acqua,
per moltissime altre ragioni altre minori.
Quella storia che presso di voi si racconta, vale a dire che un giorno Fetonte, figlio del Sole, dopo aver aggiogato il carro del padre, poiché non era capace di guidarlo lungo la strada del padre, incendiò tutto quel che c'era sulla terra, e lui stesso fu ucciso colpito da un fulmine, viene raccontata sotto forma di mito, ma in realtà si tratta della deviazione dei corpi celesti che girano intorno alla terra e che determina in lunghi intervalli di tempo la distruzione, mediante una grande quantità di fuoco, di tutto ciò che è sulla terra.
Allora quanti abitano sui monti e in luoghi elevati e secchi muoiono più facilmente di quanti abitano presso i fiumi e il mare: e il Nilo, che ci è salvatore nelle altre cose, anche in quel caso ci salva da quella calamità mediante l'inondazione.
Dunque queste vostre genealogie che hai ora esposto, Solone, sono poco diverse dalle favole dei bambini, perché in primo luogo voi ricordate un solo diluvio della terra, mentre in precedenza ve ne sono stati molti (in particolare, gli ultimi due), e in secondo luogo non sapete che nella vostra regione, presso di voi, ha avuto origine la stirpe più onorevole e più nobile di uomini, dai quali provenite tu e tutta la città che adesso è vostra, essendo allora rimasto un piccolo seme; ma voi lo ignorate perché i superstiti per molte generazioni morirono muti per non conoscere le lettere.
In quel tempo, Solone, prima dell'immane rovina causata dalle acque, la città degli Ateniesi era la migliore in guerra e, soprattutto, sotto ogni punto di vista, era governata da ottime leggi: ad essa si attribuiscono le imprese più belle e le costituzioni migliori fra quelle di cui noi abbiamo accolto la tradizione sotto il cielo".
2° Stralcio:
Dopo aver ascoltato queste parole, Solone
disse di meravigliarsi e di pregare con fervore
i sacerdoti di esporgli con esattezza il
seguito delle storie riguardanti i suoi antichi
concittadini.
Il sacerdote rispose: "Non vi è nessun problema, Solone, ma parlerò per te e per la vostra città, e soprattutto in onore alla dea che ebbe in sorte la vostra e questa città, e le allevò ed educò, per prima la vostra mille anni fa, ricevendo il vostro seme da Gea ed Efesto, e in seguito questa città qui.
Per quanto riguarda l'ordinamento di questa nostra città, nelle sacre scritture, vi è scritto il numero di ottomila anni.
Quindi riguardo ai cittadini vissuti novemila anni fa ti mostrerò brevemente le leggi, e l'impresa più bella che essi compirono: un'altra volta con maggior precisione te le spiegherò tutte con maggior tranquillità, una dopo l'altra, ricavandole dagli scritti stessi.
3° Stralcio:
Allora infatti quel mare era navigabile,
e davanti a quell'imboccatura che, come dite,
voi chiamate colonne d'Ercole, aveva un'isola,
e quest'isola era più grande della Libia
e dell'Asia messe insieme: partendo da quella
era possibile raggiungere le altre isole
per coloro che allora compivano le traversate,
e dalle isole a tutto il continente opposto
che si trovava intorno a quel vero mare.
Infatti tutto quanto è compreso nei limiti
dell'imboccatura di cui ho parlato appare
come un porto caratterizzato da una stretta
entrata: quell'altro mare, invece, puoi effettivamente
chiamarlo mare e quella terra che interamente
lo circonda puoi veramente e assai giustamente
chiamarla continente.
In quest'isola di Atlantide vi era una grande
e meravigliosa dinastia regale che dominava
tutta l'isola e molte altre isole e parti
del continente: inoltre governavano le regioni
della Libia che sono al di qua dello stretto
sino all'Egitto, e l'Europa sino alla Tirrenia.
Tutta questa potenza, radunatasi insieme, tentò allora di colonizzare con un solo assalto la vostra regione, la nostra, e ogni luogo che si trovasse al di qua dell'imboccatura.
Fu in quella occasione, Solone, che la potenza della vostra città si distinse nettamente per virtù e per forza dinanzi a tutti gli uomini: superando tutti per coraggio e per le arti che adoperavano in guerra, ora guidando le truppe dei Greci, ora rimanendo di necessità sola per l'abbandono da parte degli altri, sottoposta a rischi estremi, vinti gli invasori, innalzò il trofeo della vittoria, e impedì a coloro che non erano ancora schiavi di diventarlo, mentre liberò generosamente tutti gli altri, quanti siamo che abitiamo entro i confini delle colonne d'Ercole.
Dopo che in seguito, però, avvennero terribili
terremoti e diluvi, trascorsi un solo giorno
e una sola notte tremendi, tutto il vostro
esercito sprofondò insieme nella terra e
allo stesso modo l'isola di Atlantide scomparve
sprofondando nel mare: perciò anche adesso
quella parte di mare è impraticabile e inesplorata,
poiché lo impedisce l'enorme deposito di
fango che vi è sul fondo formato dall'isola
quando si adagiò sul fondale".
Queste parole che hai ascoltato, Socrate,
riassunte per sommi capi, sono quelle pronunciate
dal vecchio Crizia, secondo la versione dì
Solone: mentre ieri tu parlavi dello Stato
e degli uomini che delineavi, rimanevo meravigliato
richiamando alla memoria proprio le cose
che ora ho raccontato e osservando che per
una incredibile coincidenza avevi in gran
parte perfettamente aderito con quelle cose
che disse Solone.
Tuttavia non volli parlare in quel momento perché a causa del tempo trascorso non me le ricordavo abbastanza. Pensai allora che, prima di parlare, sarebbe stato meglio riprendere con esattezza tutto quanto dentro di me.
Per questo motivo accettai subito le cose che mi erano state ordinate di dire, pensando che avremmo convenientemente superato quella che è la più grande difficoltà in tutte le discussioni di questo genere, vale a dire l'esposizione di un racconto che si adatti agli scopi proposti.
Così , come costui diceva, ieri, non appena uscii di qui, riportai a costoro le cose che mi ricordavo, poi, congedantomì e riflettendo con attenzione durante la notte, ho richiamato quasi tutto alla memoria. E proprio vero quel che si dice, e cioè che quanto si apprende da bambini si ricorda in modo mirabile.
Infatti ciò che ho udito ieri, non so se
sarei in grado di richiamarlo di nuovo tutto
alla memoria: quanto invece a queste cose
che ho ascoltato già da molto tempo, mi meraviglierei
assai se qualcosa
di esse mi fosse sfuggita. Io in quel tempo
le ascoltavo con molto piacere e come un
passatempo, e il vecchio volentieri mi insegnava
mentre io lo interrogavo di frequente, sicché
mi sono rimaste impresse come pitture indelebili
a fuoco: a costoro subito dissi fin da questa
mattina queste stesse cose, perché avessero
abbondanza di discorsi insieme a me.
Ora dunque, ed è la ragione per cui è stato detto tutto ciò, sono pronto a riferire, Socrate, non soltanto per sommi capi, ma ciascuna cosa proprio nel modo in cui l' ho ascoltata: quanto ai cittadini e alla città che tu ieri ci hai delineato come in una favola, ora trasferendoli nella realtà, li metteremo qui, come se quella città fosse proprio questa, e diremo che i cittadini che hai mentalmente rappresentato sono quei nostri reali progenitori di cui ha parlato il sacerdote.
La prima cosa che emrge è che chi parla è
un sacerdote egizio proprio uno di coloro
che abbiamo individuato come intermediario
tra i Faraoni e "coloro che vengono
dal cielo", ovvero quelli che rappresentano
in altra letteratura, gli dei falsi e bugiardi.
Il Sacerdote si richiama al fatto che i Greci
, in effetti, non ricordavano i tempi passati
forse per mancanza di documentazione scritta
o perchè i sopravvissuti alle ultime due
catastrofi di cui l'ultima va sotto il nome
di Diluvio, crearono una frattura netta tra
le generazioni greche a differenza di ciò
che accadde per gli Egizi quindi l'eliminazione
di qualsiasi "insegnamento che sia canuto
per l'età".
Si fa anche riferimento alle origini dei
cataclismi che vengono attribuiti al fuoco
ed all'acqua a cui devono aggiungersi altre
ragioni che normalmente sono all'origine
della distruzione di intere popolazioni.
Una chiara allusione viene illustrata facendo
riferimento alla figurazione che prende spunto
dalla leggenda di "Fetonte figlio di
Zeus". - L'allusione è più che chiara
ed inconfondibile: - Si fa riferimento a
meteoriti e o addirittura a Comete precipitate
sul nostro pianeta che furono all'origine
di catastrofi (sparizione dei dinosauri)
che causarono immani modificazioni del sistema
Terra e suoi abitanti.
Dalla lettura si evince una ennesima informazione
che riguarda l'epoca in cui si sarebbe verificato
il cataclisma.
Il Sacerdote o sciamano riferisce che dalle
Sacre scritture egizie emerge e si fa esplicito
riferimento ad 8000 anni prima ed al popolo
greco di 9000 anni prima ed all'impresa che
essi portarono a termine sconfigendo gli
Atlantidei nell'ultima battaglia combattuta
per non essere sopraffatti da quel popolo
invasore.
In successione il "Timeo" parla
dell'ubicazione di Atlantide che doveva essere
al di la delle "Colonne d'Ercole"
e difronte ad essa il mare era navigabile
e lambiva non solo la grande isola, paragonata
ad un continente, dalla quale era possibile
con la navigazione raggiungere le altre isole
e da queste isole poi sarebbe stato possibile
raggiungere tutto il continente opposto che
si trovava intorno a quel mare.
Con queste indicazioni, Platone secondo le
indicazioni riferite del Sacerdote egizio,
colloca l'isola di Atlantide al di la dello
Stretto di Gibilterra o, come veniva chiamato
in quell'epoca con il nome di Colonne d'Ercole
che teneva conto della conformazione del
Mare Mediterraneo che, all'incirca, era come
lo è oggi.
Diverso doveva essere all'epoca di Atlantide,
se collochiamo il periodo temporale intorno
al 13000/12000 a. C., in cui il livello del
Mare Mediterraneo avrebbe dovuto essere di
circa 100/150 metri inferiore a quello attuale
come risulta dalle molteplici rovine sommerse
che oggi è possibile constatare in prossimità
dell'isola di Malta e Gozo, nel Mare Egeo
e Mar Nero.
Per queste ragioni è facile ipotizzare che
la Strettoia o Colonne d'Ercole a cui faceva
riferimento il sacerdote egizio, non riguardasse
lo stretto di Gibilterra che in quel tempo
sarebbe dovuto essere un tratto di terra
ferma congiungente il continente europeo
a quello africano, ma e con molta probabilità,
ad un passaggio marino tra la punta avanzata
dell'attuale Sicilia rappresentata oggi dall'isola
di Pantelleria e dall'altra parte, l'estremità
africana.
Vedere le due rappresentazioni del bacino
del Mar Mediterraneo come supponiamo che
sia stato all'epoca di Atlantide e come è
oggi.


Se ciò dovesse corrispondere ad una lontana
realtà, allora l'isola di Atlantide doveva
essere nella zona di mare compresa tra la
Sardegna ed il Continente europeo prospiciente
all'attuale Francia e Spagna.
Segni tangibili esistono in Sardegna, nella
zona di Tarros dove è visibile il grande
Nurago che presenta segni di distruzione
causati da una forza la cui direttrice è
in linea con il mare e che lascia ipotizzare
l'origine di un maremoto e la formazione
di un enorme Sunami che si sarebbe abbattuto
in quella zona dell'isola.
Il "Timeo" fa anche riferimento
all'esistenza di un popolo greco o ateniese
ed al conflitto esistente dove, appunto,
i contendenti sarebbero stati gli Atlantidei
ed i Greci stessi che avrebbero conseguito
una palese vittoria il giorno antecedente
alla catastrofe che sarebbe poi avvenuta
nella notte e che avrebbe azzerato Atlantide
e radicalmente modificato la Grecia riducendola
ad un limitato lembo di terra continentale
ed il rimanente territorio, ad una miriade
di isole mentre i suoi abitanti ridotti ad
una manciata di sopravvissuti, non istruiti
nella scrittura, estinsero la memoria di
ciò che era accaduto alla loro morte senza
tramandare alcuna informazione ai posteri.
La figurazione di quella immane catastrofe
è apprezzabile considerando il fatto che,
sia il Sacerdote egizio che Platone stesso,
parlano secondo le cognizioni geografiche
in cui essi stanno vivendo ignorando modificazioni
di assetto territoriale e marittimo.
Non potevano immaginare che il Mare Mediterraneo
doveva essere stato ad un livello molto più
basso e che addirittura il Mar Nero era ancora
una spianata, o meglio, una terra asciutta
dove potevano esserci insediamenti umani.
Ad Ovest doveva esserci una striscia di terra
ferma congiungente i due continenti (Africa
Nord Occidentale ed Europa) proprio come
un corridoio transitabile tra Africa ed Europa
(non ignoriamo la migrazione di Ominidi tra
l'Africa e la Spagna) e nello stesso tempo,
costituire uno sbarramento tra l'Oceano Atlantico
ed il Mare Mediterraneo.
Il Mediterraneo, quindi doveva essere come
un grande lago sulle cui sponde le terre
emerse avrebbero avuto tutt'altro che l'aspetto
odierno e lo stretto indicato dal Sacerdote
egizio potrebbe essere stato appunto, tra
l'isola di Pantelleria all'epoca parte integrante
del territorio siciliano e l'Africa con un
corridoio marino di dimensioni molto più
ridotte a causa del livello marino differente
dall'attuale.
Se l'aspetto geografico viene visto sotto
questo nuovo assetto, allora è facilmente
ipotizzabile la collocazione della grande
isola che con il nome di Atlantide, ci viene
presentata da Platone.
La leggenda parla della sparizione di Atlantide
avvenuta in una sola notte e questo avvenimento
potrebbe essere collegato, per esempio, alla
caduta di un meteorite la cui energia di
impatto avrebbe scatenato un terremoto con
epicentro in una zona del Mare Mediterraneo
proprio in prossimità dell'isola di Atlantide
che sarebbe stata distrutta e poi, franata
nel mar Tirreno ed un effetto coincidente
sarebbe stata la frattura del setto di separazione
tra oceano Atlantico e Mediterraneo che,
a causa del dislivello idrico esistente,
è molto probabile se non certo, sarebbe stata
all'origine di una enorme ondata di travaso
alta ben 150 metri e più con la sicura spinta
aggiuntiva del maremoto che avrebbe spazzato
tutte le coste del Mediterraneo completando
l'opera distruttiva del terremoto iniziale.
Il successivo innalzamento del livello del
mare avrebbe consistentemente modificato
tutte le terre costiere e la formazione anche
del Mar Nero dando all'Europa ed al Medio
Oriente l'aspetto geografico attuale azzerando
altresì anche intere popolazioni umane generando
inoltre, una nuova distribuzione dei sopravvissuti.