3° LIVELLO DJED
7a Parte - Sez. B
Dai documenti sumerici abbiamo attinto informazioni
che hanno illustrato l'andamento della
presenza anunnaka nel "Periodo Temporale"
successivo alla catastrofe che anniento'
una parte dell'umanità' ed
in particolare quanto era stato contaminato
da "Coloro che vengono dal cielo". -
Dai Sumeri, vedi Epopea di Gilgamesc ed altri testi dello stesso periodo, abbiamo appreso che prima del Diluvio esistevano cinque città o concentramenti umani il cui Potere era detenuto ed amministrato da "Coloro che scendono dal cielo" che, praticamente, sarebbero stati quegli Anunnaki giunti sul nostro Pianeta in corrispondenza degli anni indicati dal secondo Livello Zed sommati a quelli dei precedenti arrivi. -
Per analogia con i Sumeri, troviamo gli Egizi ovvero, quelle popolazioni che abbandonate le terre ormai aride e desertificate, migrarono e si stabilirono lungo il corso del fiume Nilo. -
I sondaggi archeologici confermano questa migrazione con ritrovamenti di opere e manufatti che risultano avere la stessa impronta ricalcata poi nei reperti del periodo Predinastico Egizio. -
Di questa popolazione non abbiamo un equivalente come per la documentazione Sumera, ma siamo a conoscenza di alcune notizie di origine "Sacerdotale", nonché la visione dinastica del Potere. -
Una lontana notizia ci viene fornita da Erodoto di Alicarnaso (V secolo a. C.) Autore del testo "Storie" in cui l'autore in un passaggio riporta il tempo trascorso tra il "Primo Re" egizio e quello in cui il Re assiro Sennacherib (VII secolo a. C.) Minacciò di invasionel'Egitto. -
Proprio i Sacerdoti Egizi gli riferirono che l'arco di tempo compreso tra il primo Faraone ed il condottiero o Re Assiro era stato di 341 generazioni umane. -
Erodoto nel suo libro, in base a questa informazione ed ipotizzando gli anni medi di una generazione pari a 33 (Trentatré), fa risalire l'epoca del Primo Re a circa 11.366 anni prima dell'evento assiro dall'inizio del VII secolo a. C. (L'indicazione di Erodoto è sbagliata nel calcolo perché egli indica 11.340 anni come risultato del prodotto). -
E' chiaramente irreale riferirsi al Faraone Menes (3.100 a. C.) Come 1° Re perché la distanza temporale tra Menes e l'Assiro Sennacherib è di gran lunga inferiore al numero di generazioni umane indicate dai Sacerdoti. -
Non dubitando dell'indicazione dei Sacerdoti egizi e tanto meno di quanto riportato da Erodoto, tenendo conto anche di documenti egizi come per esempio il "Papiro di Torino" datato intorno al 1.400 a. C. in cui si fa riferimento ad una lunga serie di Sovrani di origine divina prima e Semidei in successione che precedono il nome del Faraone Menes. -
Dallo stesso Erodoto apprendiamo che tra il tempo del Dio Osiride ed il regno del Faraone Amasi, vissuto durante il VI secolo a. C. vi era stato un intervallo di 15.000 anni. -
E' molto probabile se non certo che il 1° Faraone a cui si riferivano quei Sacerdoti fosse il dio Horus e, proprio per questa divinità l'Egitto fu unificato e, molto tempo dopo fu riunificato dal Faraone Menes. -
Praticamente gli Egizi ricalcano i Sumeri ed il tutto conferma la presenza anunnaka che continua l'opera di contaminazione del genere umano. -
Non vogliamo addentrarci nella valutazione del tempo tenendo conto e prendendo in considerazione la "Precessione degli equinozi" o effetto precessuale dovuto all'asse terrestre e tanto meno al fatto che i 33 (trentatré) anni indicati dai Sacerdoti egizi per quantizzare la durata di una generazione umana, in effetti sono 38 (trentotto) v. calendario etiope, per cui gli anni intercorsi tra il primo Re Egizio e l'evento assiro corrisponderebbero a circa 12.960 anni coincidente con mezzo ciclo precessuale. -
In ogni caso, non è da ignorare che i miti egizi si basano su verità reali e si conferma anche che i Sacerdoti erano in possesso di notizie e cognizioni fuori dal tempo in cui vissero e che esse furono amministrate ed elargite a quegli uomini con un criterio logico secondo le capacità applicative del tempo. -
Si evidenzia anche un altro fatto che indica come coloro che furono soggetti all'influenza anunnaka siano belligeranti e bramosi di Potere ciascuno in nome della singola divinità. -
In effetti, quei presunti dei si combatterono tramite gli esseri umani per raggiungere ciascuno una supremazia di cui non conosciamo la finalità, ma che possiamo solo immaginare. -
E' da tener presente che quello che accadde ieri, oggi ricalca la stessa strada, ma con una accresciuta virulenza e modificato processo d'influenza sul genere umano a causa di una reale forza a loro antagonista. -
Per quanto concerne sempre gli Egizi e la loro sapienza sacerdotale vogliamo segnalare che per essi era molto importante il numero 11 (undici) e, per diretta conseguenza, i suoi multipli. -
Una dimostrazione di questo fatto, diciamo abbastanza strano, lo riscontriamo nel fatto che gli Egizi attribuivano sempre l'età di 110 anni a coloro che, secondo loro, erano stati saggi e ciò indipendentemente dalla reale età. -
Di questo strano fatto vi sono diversi personaggi che si possono annoverare; tra i principali vi è Djedi indicato come Mago dalle grandi capacità il quale, si racconta, fu convocato dal Faraone Cheope, secondo la leggenda egizia, per sapere il numero segreto dei locali o stanze del tempio del dio Thoth: - In effetti, il Faraone desiderava conoscere le epoche e gli eventi che potevano verificarsi o che si sarebbero verificati considerando le stanze del tempio al pari di contenitori in cui sarebbero stati stivati avvenimenti passati e futuri. -
Un altro esempio può essere quello conseguente alla venuta alla luce di una mummia attribuita alla XVIII Dinastia ed indicata come appartenente al capo dell'esercito faraonico di nome Yuya. -
Costui viene raffigurato, nelle rappresentazioni funerarie, sul cocchio regale del Faraone Amenothep III e, data l'importanza attribuitagli, potrebbe essere il Patriarca Giuseppe (rif. la Torah) che figura essere morto all'età di 110 anni. - Anche la Torah riporta questa stessa età per Giuseppe, ma le stesse Scritture ebraiche dicono che il corpo di costui fu portato via dall'Egitto quando il popolo di Israele abbandonò questo paese sotto la guida del Patriarca Mosè. -
Vi è un altro particolare che concerne
il personaggio di Yuya e la sua tomba nella
valle dei Re dove figura il suo
nome riportato in ben 11 (undici) versioni
diverse (Libro dei Morti). -
Per quanto concerne le conoscenze astronomiche,
molti studiosi della civiltà egizia
sostengono che le caste
sacerdotali erano al corrente del moto precessuale.
- Pur non escludendo questa ipotesi, coloro
che seguono il
collegamento tra Egizi ed il Moto Precessuale
del Pianeta Terra, hanno bisogno di usare
un coefficiente fisso che è
il numero 72 (settantadue) e questo fatto
per noi è quello che denota la inconfondibile
presenza degli Anunnaki
caratterizzati dal numero 6 (sei) a base
dei loro sistemi da cui noi abbiamo ereditato
l'origine per il calcolo del
tempo. -
Per quanto concerne ancora l'Egitto, pur
non avendo una documentazione archeologica
precisa antecedente al
3.200 a. C. è possibile ipotizzare che gli insediamenti sahariani autonomi di
cui esistono testimonianze, si siano
sovrapposti a genti provenienti dal Medio
Oriente di cui sono testimoni alcuni manufatti
in selce (utensili litici)
come coltelli a lama ricurva con lavorazione
bifacciale attribuite al "Neolitico" al cui
periodo si fanno risalire le
più antiche espressioni egizie di
Arte Rupestre trovate specialmente nella
zona di Luxor. - Con l'avvento dell'Età
del Rame si identifica il "Periodo Predinastico"
e di questo tempo si hanno testimonianze
di come la cultura egizia
subisca un forte sviluppo e si passa da concentramenti
umani con villaggi di capanne a nuclei urbani
con
abitazioni e templi realizzati con mattoni
di fango e sterpi nonché pietra lavorata.
-
Questo periodo è databile intorno al 10.000 a. C. fino al 3.200 a. C. circa. -
Dalla datazione poc'anzi citata si entra nel Periodo Storico con abbondante documentazione costituita da "La Lista dei Re", "Annali dei Faraoni" e testi letterali. - In epoca tolemaica fu un certo "Manetone" che si assunse il compito di effettuare una completa narrazione del suo popolo suddividendo i Periodi Storici in "Dinastie" ovvero, per gruppi di famiglie di Sovrani. -
Il numero di queste Dinastie, da Menes alla conquista dell'Egitto da parte di Alessandro Magno, sono 30 (trenta) ed anche in questo caso si ripete la base 6 (sei) come caratteristica inconfondibile della presenza Anunnaka. -
Per quanto concerne i dati storici, una corretta cronologia degli avvenimenti è molto difficile perché gli Egizi non datavano secondo un sistema assoluto, ma usavano ripartire con il computo del tempo ad ogni inizio di Regno del singolo nuovo Faraone. -
Il calcolo temporale secondo una visione globale progressiva è possibile tenendo conto dei documenti di cui disponiamo come "La lista dei Re" (quella già citata e redatta da Manetone", la "Pietra di Palermo", il "Papiro di Torino" nonché le "Liste di Saqqara ed Abido", ma nonostante tutti i documenti storici menzionati, il calcolo esatto risulta molto arduo specie per quei periodi in cui figurano più di un nominativo come Faraone regnante. -
Nonostante ciò, si conoscono tre datazioni esatte che riguardano i regni di tre Faraoni. -
Questi sono:
1° - SESOSTRI III
2° - AMENOFI I
3° - THUTMOSE III
dalle quali datazioni si risale all'epoca storica il cui inizio è collocabile intorno al 3.200 a. C. -
Dopo questa data, prima della quale molto si è ipotizzato circa la presenza di un Regno del Nord ed uno separato del Sud, poi unificati ed in seguito ancora separati, il Regno del Sud che aveva come capitale la città di Hierakompholis, conquista il Nord la cui capitale era Buto unificando il paese in un unico Regno. -
Testimonianze di questi eventi sono un poco dovunque , ma la più saliente è quella che mostra il Faraone Narmer (il Menes di Manetone) con le due corone, segno che l'unificazione si era concretizzata. -
Le prime due Dinastie sono chiamate "Tinite" per la capitale che era "This" localizzata in prossimità di Abido. -
Testimonianze archeologiche sono state rinvenute nelle tombe ad Abido e Saqquara. -
Con il Faraone Menes si arriva alla formazione di un solo stato centralizzato sottoposto all'autorità di un Faraone, "Re - dio" a cui compete il titolo di "Horus" e le "due Signore" che lo identificano. -
Inizia l'epoca delle grandi opere tra le quali vi è la costruzione della città di Melfi voluta dal Faraone "Narmer" o "Menes" ed il rafforzamento delle caste sacerdotali che guidano le opere del Faraone stesso e di tutto il popolo. -
Il fatto che il Faraone "Narmer" e "Menes" siano il medesimo personaggio potrebbe non essere vero, ma solo una convenzione: - E' certo però che Menes sia invece Aha ovvero il primo Faraone della prima Dinastia iniziata intorno al 3.200 a. C. -
Prima si ha notizia di altri Re che dovrebbero equivalere a quei "Re - Dei" sumerici che per il popolo egizio, sono:
1° - Horus Scorpione
2° - Horus Ra
3° - Horus Sekhen
4° - Horus Narmer
e di essi di cui non si conosce la durata
dei rispettivi regni, si passa certamente
da un controllo anunnako diretto a
quello di esseri ibridi la cui durata della
vita si avvicina a quella del nostro Pianeta
fino ad avere esseri semi
umani ibridi con una vita coincidente in
duarta a quella di tutti gli uomini contemporanei
a quei tempi. -